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Questo itinerario vi porterà a vivere l’incontro con S. Pietro, nella basilica che conserva da quasi duemila anni le sue spoglie.
Centro della Cristianità, sede dei Pontefici, è un luogo dove Fede, Storia ed Arte si fondono in una sintesi unica di maestosità e bellezza. Passerà davanti a voi la storia millenaria di questo luogo, a partire dalla prima edicola edificata sulla sepoltura di Pietro, passando attraverso la Basilica eretta da Costantino per arrivare a quella che potete ammirare oggi, frutto della visione profetica dei Papi del Rinascimento e del ‘600.
Visiteremo tutti i luoghi, le navate, le cappelle e le opere d’arte in esse contenute, dove il genio e la fantasia di grandi artisti, come Michelangelo, Bernini, Raffaello, solo per citarne alcuni, si sono espressi al massimo delle possibilità umane.
Ma dentro ogni monumento, vedremo anche la viva storia degli uomini, papi, santi, regine che hanno dato la loro vita alla Chiesa nell’epoca in cui essi vissero.
- Meeting Point
- Ufficio ORP - Piazza Pio XII, 9
- Orario
- 9:00 - 12:30 - 15:00
- Durata
- 2 ore
- Fermata Open Bus in prossimità
- N. 1 San Pietro in Vaticano
- Giorni
- Tutti i giorni escluso mercoledì mattina, domenica e feste religiose
- Prezzo
- € 12,00
- Gratis bambini fino a 10 anni
- Prezzi speciali per gruppi e scuole
- Per altre informazioni
- Email usp@orpnet.org
- Tel. +39 06 6989 6334/380
Basilica di San Pietro: mappa itinerario
Basilica di San Pietro: descrizione itinerario
1. La memoria di S.Pietro
Il simbolo della Cristianità per tutti i fedeli del mondo costituisce una millenaria stratificazione di fasi che vedono il loro inizio nell’anno 64 d.C. quando Pietro venne martirizzato. Al 150 d.C. risale il piccolo monumento che scherma la tomba dell’apostolo, perno della futura basilica costantiniana consacrata nel 326 d.C. Essa, a croce latina con abside di fondo e scandita da cinque navate, dal XV secolo verrà lentamente sostituita da un nuovo edificio progettato a croce greca. Nel 1546 il progetto fu ripreso da Michelangelo che iniziò anche la costruzione della cupola, terminata circa venti anni dopo la sua morte da Giacomo della Porta il quale la modificò rispetto al progetto iniziale. Maderno nel primo Seicento progettò la basilica nuovamente a croce latina. La piazza è grande ovale circondato da doppi colonnati ideato da Bernini e l’obelisco che la orna ha da sempre caratterizzato l’area in quanto si ergeva nel circo di Nerone, teatro del martirio di Pietro.
2. L'atrio della Basilica e la Porta Santa
L’atrio seicentesco della basilica ospita le cinque porte di ingresso ed è adorno di testimonianze decorative appartenute alla precedente chiesa costantiniana. La porta centrale venne eseguita nel 1445 dallo scultore Filarete ed in sei pannelli ci mostra le vicende ed i martiri di Pietro e Paolo. Le due porte di sinistra e la quarta di destra datano al XX secolo ed il loro apparato decorativo è incentrato sulle tematiche della morte, del Bene e del Male e sui Sacramenti. La più importante delle porte di ingresso è l’ultima sulla destra la Porta Santa: le sue ante bronzee sono istoriate con scene di peccato e redenzione divina ed all’interno della basilica essa è murata, in quanto aperta dal Pontefice solo in occasione degli Anni Santi, che si celebrano ogni 25 anni.
3. La navata centrale
La navata centrale della basilica è scandita da quattro pilastri e percorrendola con lo sguardo si intuisce che siamo all’interno della più grande chiesa del mondo. La sua altezza raggiunge i 44 metri ed essa è conclusa da un soffitto dorato a cassettoni. La decorazione dei pilastri venne affidata da papa Innocenzo X al genio di Bernini: essa si compone di putti in marmo candido che sorreggono medaglioni raffiguranti i primi papi martiri, mentre nella parte alta delle arcate compaiono le Virtù. Anche i pilastri sono ornati da statue eseguite nel Settecento e raffiguranti i fondatori dei maggiori ordini o congregazioni religiose. Anche il pavimento è degno di nota, in quanto in esso si conserva un grande disco in porfido proveniente dalla zona presso l’altare, elemento della basilica costantiniana sopravvissuto ai lavori.
4. L'altare della Confessione
La confessio rappresenta il modo di entrare in contatto con la sepoltura originaria di Pietro dalla chiesa. La tomba è raggiungibile dalle Grotte Vecchie da dove si intravede il Trofeo di Gaio, il monumento eretto nel II secolo d.C. presso la tomba stessa. La confessio eretta in basilica da Carlo Maderno nella seconda metà del XVIII secolo è una grande esedra in marmo a due scale che permettono di scendere fino al livello costantiniano. Splendente di decorazioni, l’opera di Maderno è adorna di marmi policromi ed incorniciata da lampade in bronzo perennemente accese, mentre il sacello venerato è incorniciato dalle statue dei Principi degli Apostoli Pietro e Paolo. L’altare è il luogo che solamente il Sommo Pontefice può occupare. Elevato grazie a sette gradini sulla confessio, esso è orientato ad est secondo la più antica liturgia cristiana e venne eretto nel 1594. I marmi che lo compongono sono testimonianze del glorioso passato di Roma, in quanto la mensa è una frammento di marmo greco trovato presso i Fori Imperiali. Il baldacchino che si erge al di sopra è capolavoro di Bernini del 1624 per volere di Urbano VIII e vede l’uso del bronzo prelevato in quantità dal Pantheon.
5. La statua di Pietro
La statua bronzea di Pietro è collocata presso la navata destra e rappresenta una delle testimonianze sacre più venerate in chiesa, come denuncia il piede destro della statua, consumato dalla secolare attività devozionale dei fedeli. Il suo autore dovette essere verso la fine del XIII secolo Arnolfo di Cambio, sommo artista del Medioevo italiano, ma non mancano voci autorevoli che la datano addirittura a cavallo tra l’età paleocristiana ed il Medioevo. L’apostolo stringe le chiavi nella sinistra mentre con la destra è in atto di benedire i fedeli.
6. La Cattedra
Ugualmente alla mano del grande Bernini appartiene la cattedra di San Pietro, i resti della quale sono poste entro un gruppo scultoreo in bronzo commissionato nel 1656 da Alessandro VII e situato in corrispondenza dell’abside e festeggiata ogni anno il 22 febbraio.
7. La Navata destra e le Cappelle
Il lato destro della basilica con la sua doppia navata è un susseguirsi di cappelle e monumenti funebri legati a papi e personalità che con la loro esperienza di vita hanno contribuito alla diffusione della Parola di Dio nel mondo. Un monumento degno di nota è quello eretto da Carlo Fontana per Cristina di Svezia, regina che abiurò il Protestantesimo. Più avanti sulla destra, la cappella del SS. Sacramento vede attivi i massimi geni della stagione del Barocco romano quali Bernini autore del ciborio in stucco dorato, Borromini che disegnò la cancellata e Pietro da Cortona che eseguì la pala della Trinità sul fondo. Un altro grande artista che offre al nostro sguardo la sua creazione in corrispondenza del transetto destro è Canova autore, verso lo scadere del XVIII secolo, della tomba di Clemente XIII in cui il papa è raffigurato assorto in preghiera.
8. La navata sinistra e le Cappelle
A metà della doppia navata sinistra si apre la Cappella del Coro disegnata da Maderno mentre quasi di fronte ad essa, posta nella navata prossima a quella centrale, è la quattrocentesca tomba di Innocenzo VIII la cui statua eseguita dal Pollaiolo venne prelevata durante i lavori dalla precedente basilica e qui ricollocata nel XVII secolo. Non solo pontefici ma anche regnanti riposano in basilica. Alla mano di Canova si deve la stele che commemora gli ultimi Stuart ai primi del XIX secolo. Procedendo in avanti si incontra la sagrestia, in cui è l’elenco dei 147 papi sepolti in S. Pietro e la cappella Clementina, che sotto l’altare ospita le spoglie di papa Gregorio Magno. Il grande pontefice d’età paleocristiana fu colui che ideò la cripta semianulare che permetteva ai pellegrini di venerare Pietro passando accanto alla sua tomba.
9. La Cappella della Pietà
Il capolavoro venne eseguito nel 1498-99 da un Michelangelo poco più che ventenne da poco giunto a Roma su committenza del vescovo di St. Denis Jean Bilhères de Lagraulas per la propria cappella privata ma dopo la fine dei lavori per la nuova basilica venne collocata in questa cappella della navata destra per essere ammirata da tutti. Ai suoi tempi la scultura fece scalpore per la scelta dell’artista di ritrarre una giovanissima Maria che sembra coetanea del Figlio, scelta dettata dalla necessità di far trasparire la purezza incorruttibile della Vergine. La grande capacità di Michelangelo sta nell’aver impresso una dimensione senza tempo al dramma della Crocifissione, tanto il gruppo di Madre e Figlio sembra sereno e composto come per preannunciare la prossima Resurrezione.